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April 11 Discorso di Pericle agli Ateniesi Questo discorso ha qualche annetto sulle spalle ma nemmeno dopo oltre duemila anni lo abbiamo capito. Pericle - Discorso agli Ateniesi, 461 a.C.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza.
Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.
Qui ad Atene noi facciamo così.
La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo. Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo.
Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa.
E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benchè in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla.
Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia. Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore.
Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versalità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Pericle - Discorso agli Ateniesi,
461 a.C.
March 03 La LocomotivaQuesta canzone racconta una storia dell'800 fatta di soprusi e di un disperato idealista che ha scelto il modo sbagliato per rivendicare i propri diritti. Mi guardo attorno e mi accorgo che poco è cambiato e che in giorni come questi in cui fai fatica a vivere seguendo la tua genetica non-violenza ripensi a quel disperato idealista di 200 anni fa... November 05 About the music businessE' ormai più di 10 giorni che in qualsiasi momento mi sintonizzo su una stazione radio 8 volte su 10 mi capita di sentire il nuovo singolo di tale Giusy Ferreri.
Ora, io non ho nulla di personale verso questa tipa, certo è che mi viene da pensare che non tutto il suo successo sia frutto della sua bravura, quanto piuttosto di un massiccio investimento pubblicitario della sua casa discografica.
Non ho avuto lo stomaco di ascoltare il resto dei pezzi dell'album, mi è bastato il singolo per radio, ma non riesco sinceramente a trovare un valido motivo per cui la Ferreri stia riscuotendo tanto successo. Putroppo è un bel po' di anni, diciamo dal'esplosione dei Nirvana, che una major discografica non mette sotto contratto qualcuno di valido. Eccezzion fatta per Jeff Buckley e pochissimi altri.
Non si cerca più qualcuno che abbia talento, che sia originale, o che semplicemente abbia cose interessanti da dire attraverso una canzone. Se adesso si proponesse ad una casa discografica il nuovo Bob Dylan o il nuovo Bruce Springsteen dubito che qualche manager lo metterebbe sotto contratto.
Per fortuna la musica trova sempre nuovi modi per diffondersi fregandosene del sistema.
P.S.: alcuni artisti italiani che consiglio per paragonarli alle varie Ferreri, Ferro, Elisa e via dicendo: Lowlands (Pavia), Cheap Wine (Pesaro), Massimo Priviero, Massimo Bubola, gli Estra, Graziano Romani etc..
Ovviamente nessuno dei suddetti è sotto contratto con una major October 27 Bob KennedyIn un mondo di govenrato da emeriti cialtroni, e in questo noi italiani come al solito non siamo inferiori a nessuno, mi chiedo sempre più spesso chi mai abbia il coraggio di dire ciò che disse Bob Kennedy nel 1968.
Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell'ammassare senza fine beni terreni. Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell'indice Dow-Jones, nè i successi del paese sulla base del Prodotto Interno Lordo. Il PIL comprende anche l'inquinamento dell'aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana. Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari. Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l'intelligenza del nostro dibattere o l'onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell'equità nei rapporti fra di noi. Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull'America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani. (Robert Kennedy) |
Ciao!..se ti va lascia un messaggio e ricorda: KEEP ON ROCKING IN THE FREE WORLD!
ANTONIA SCARANEwrote:
Finalmente 1 bel blog interessante in mezzo a tanta immondizia... Bravo!
Oct. 28
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